Le vittime del genocidio di Khojaly sono state commemorate al Parlamento italiano
Il 23 febbraio 2026, si è tenuto al Senato della Repubblica un convegno dal titolo "Khojaly 34 anni dopo: memoria e giustizia sulla via della riconciliazione" in occasione del 34° anniversario del genocidio di Khojaly. Il convegno, organizzato su iniziativa di Raffaele De Rosa, membro della Commissione Affari Esteri e Unione Europea del Senato della Repubblica, ha visto la partecipazione del Presidente del Gruppo di Amicizia dell'Unione Parlamentare Italia-Azerbaigian, Senatore Marco Scurria, Vicepresidente dell'Istituto Italia-Asia, dell'ex Senatore Sergio Divina e del Professor Antonello Fulco Biagini.
Il primo relatore, il Senatore Marco Scurria, ha affermato che è impossibile dimenticare quanto accaduto, ma è importante avere il coraggio di pensare a orizzonti di pace e fratellanza. Ha affermato che, dopo aver raggiunto la pace nella regione, si è posto il compito di costruire un futuro migliore. Il vicepresidente dell'Istituto Italo-Asiatico Sergio Divina ha osservato che, nonostante le capacità militari dell'Azerbaigian, non si vuole intraprendere una guerra, ma piuttosto risolvere questo conflitto diplomaticamente, facendo riferimento alle note risoluzioni ONU in materia e al fatto che l'ONU ha sempre riconosciuto l'integrità territoriale dell'Azerbaigian.
Nel suo intervento, il professore di Storia dell'Europa orientale Antonello Fulco Biagini, che è stato il primo prorettore della Sapienza nel 2013-2016, ha sottolineato che nel corso degli anni l'Azerbaigian ha preferito il dialogo all'odio.
L'Ambasciatore Rashad Aslanov ha affermato che il genocidio di Khojaly sarà ricordato per sempre nella storia del nostro Paese, che 613 civili sono stati uccisi proprio perché azerbaigiani e che l'Azerbaigian ha liberato Khojaly dall'occupazione oggi, che sono in corso lavori di ricostruzione e che molte persone sono già tornate alle loro case. R. Aslanov ha osservato che oggi viviamo in un ambiente pacifico, che per raggiungere una pace duratura è necessario assicurare alla giustizia i responsabili di questi crimini, che alcuni di coloro che hanno commesso gravi crimini contro il popolo azerbaigiano ora rispondono davanti a un tribunale e che il nostro Paese desidera sempre giustizia, non vendetta.
Parlando della campagna “Giustizia per Khojaly!” lanciata da Leyla Aliyeva, vicepresidente della Fondazione Heydar Aliyev, il diplomatico ha osservato che il mondo intero dovrebbe compiere sforzi congiunti per condannare questi crimini affinché simili eventi non si ripetano.
Al termine dell'evento, è stato proiettato un videoclip, preparato dalla società "Artcloud Network International", che illustra le amare conseguenze del genocidio di Khojaly e l'attuale ritorno della vita in quel luogo.