I parlamentari italiani sottolineano che la disinformazione sul genocidio di Khojali non è più accettabile
Si è tenuta presso la Camera dei Deputati italiana una conferenza in occasione del 33° anniversario del Genocidio di Khojali.
La conferenza, intitolata “Khojali dopo 33 anni. Tempo di giustizia e riconciliazione”, è stata organizzata su iniziativa di Naike Gruppioni, membro della Commissione Affari Esteri e Relazioni Pubbliche della Camera dei Deputati.
Nel suo intervento, N. Gruppioni ha ricordato gli eventi accaduti a Khojali 33 anni fa, sottolineando l’importanza di parlarne per prevenire simili tragedie e costruire un mondo più giusto. Ha evidenziato la liberazione di quei territori dall’occupazione e la possibilità di raggiungere una pace duratura.
Il moderatore della sessione, Prof. Antonio Stango, Presidente della Federazione Italiana per i Diritti Umani-Comitato Helsinki Italia, ha ricordato che le cerimonie in memoria di Khojali si svolgono da anni, ma oggi con una prospettiva più positiva ed efficace verso la pace.
Il Senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea, ha parlato della storia del Genocidio di Khojali, sottolineando l’inaccettabilità della disinformazione riguardante il genocidio. Nonostante la tragedia, ha evidenziato come l’Azerbaigian abbia ottenuto ampio riconoscimento internazionale, grazie anche all’ottimo svolgimento della COP29 alla fine dello scorso anno e ai risultati positivi della conferenza. Il senatore ha ricordato che la giustizia internazionale è fondamentale per la sicurezza globale, e che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha definito il massacro della popolazione civile di Khojali come “atti particolarmente gravi qualificabili come crimini di guerra e crimini contro l’umanità” nella sua sentenza del 22 aprile 2010.
Fabrizio Conti, direttore creativo della società italiana “Artcloud Network International”, ha raccontato le sue visite regolari in Azerbaigian negli ultimi 5 anni, condividendo osservazioni su Garabagh e Khojali, le testimonianze dei sopravvissuti e dei ritorni nelle aree liberate, la costruzione del “Museo della Memoria” in Garabagh, il restauro della fortezza di Asgaran e altri progetti simili.
Successivamente, Marco Scurria, Segretario della Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato, ha sottolineato il valore dell’identità sociale e i dolori di chi è stato costretto a lasciare le proprie terre, evidenziando l’impossibilità di creare una storia artificiale cancellando le tragedie storiche e la necessità della partecipazione obbligatoria di vari istituti a eventi simili.
L’Ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, Rashad Aslanov, ha ribadito che il massacro costituisce un genocidio e un crimine contro l’umanità secondo il diritto internazionale, sottolineando nuovamente i fatti sul Genocidio di Khojali. L’Ambasciatore ha ricordato che l’ex Presidente dell’Armenia e altri funzionari hanno ammesso il genocidio, e che alcuni esecutori di questo crimine sanguinoso sono attualmente sotto processo in Azerbaigian. Ha sottolineato come la mancata condanna internazionale possa portare a nuove stragi, evidenziando l’importanza della solidarietà della comunità internazionale e quanto sia inaccettabile l’impunità.
L’Ambasciatore ha inoltre richiamato l’attenzione sull’operazione unitaria del mondo intero per prevenire tali azioni, citando la campagna “Justice for Khojaly!” promossa dalla Vice-Presidente della Haydar Aliyev Foundation, Leyla Aliyeva.
Infine, è stato sottolineato che i lavori di ricostruzione nelle aree liberate sono condotti per ordine del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, e che le persone stanno tornando nelle loro terre natali per vivere in prosperità dopo 33 anni.