Italia-Azerbaigian: alla Camera di commercio un evento per rafforzare il partenariato strategico e collegare Caucaso e Mediterrane
Italia e Azerbaigian possono rafforzare il loro partenariato strategico lungo l’asse che collega Caucaso e Mediterraneo, con un focus su energia, investimenti, infrastrutture e strumenti di sostegno all’internazionalizzazione. È questo il messaggio emerso dall’evento “Dal Caucaso al Mediterraneo”, organizzato dalla Camera di commercio italo-azerbaigiana, che ha riunito rappresentanti istituzionali, diplomatici e finanziari dei due Paesi.
Ad aprire i lavori è stato Pietro Infante, responsabile dell’ufficio internazionalizzazione di Unioncamere, secondo cui “l’Italia e l’Azerbaigian sono centrali per loro posizioni geografiche”. “Con l’Azerbaigian ci lega partenariato strategico e relazioni solide” e “l’Italia rappresenta il primo mercato per l’export dell’Azerbaigian”, ha aggiunto, ringraziando la Camera di commercio italo-azerbaigiana per il lavoro di promozione dei progetti industriali e di cooperazione.
Successivamente è intervenuta, la presidente della Camera di commercio italo-azerbaigiana, Manuela Traldi, che ha parlato di “una nuova fase in cui l’interazione tra i due Paesi, al di là degli aspetti commerciali, assolutamente fondamentali, sta assumendo delle caratteristiche veramente di partnership strategica”. Traldi ha ricordato il “Business Forum epocale” del febbraio 2020, in occasione della prima visita di Stato del presidente azerbaigiano in Italia, quando “sono stati firmati moltissimi accordi” ed è stato formalizzato “un partenariato strategico multi-dimensionale”. Negli ultimi anni, ha sottolineato, Italia e Azerbaigian sono “sempre più vicini, sempre più partner” e Baku punta a interagire “non soltanto come venditore di prodotti energetici oppure come acquirente di prodotti meccanici italiani, ma proprio come partner, come stakeholder nell’economia italiana”. Secondo Traldi, sono già visibili “segnali, ma già molto molto concreti, di un cambio, un po’ di marcia nelle relazioni”, con una crescente “bidirezionalità del rapporto e degli investimenti”.
Il valore strategico del rapporto bilaterale è stato ribadito dall’ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, Rashad Aslanov. “Perché abbiamo scelto l’Italia come una destinazione finale in Europa? Perché l’Italia, dal primo giorno della nostra relazione, ha sviluppato una agenda sincera e giusta con l’Azerbaigian”, ha affermato. L’ambasciatore ha ricordato che l’Azerbaigian è il primo partner dell’Italia per le forniture di petrolio e il secondo per il gas, aggiungendo che “dal gennaio, Italia è diventato non solo un paese che riceve gas naturale dall’Azerbaigian, ma anche esporta parte dei nuovi flussi attraverso Germania e Austria”. Aslanov ha inoltre evidenziato che “l’investimento dell’Azerbaigian in Italia sono già quasi 5 miliardi di euro”, citando il ruolo del fondo sovrano SOFAZ nelle infrastrutture e nelle energie rinnovabili, e ha definito “molto significativo” il ritorno di Eni in Azerbaigian dopo vent’anni.
Sul piano istituzionale, il senatore Marco Scurria, presidente del Gruppo di amicizia parlamentare Italia-Azerbaigian, ha sottolineato che “da qualche anno a questa parte esiste un sistema Paese che si mette a disposizione per chi vuole andare all’estero”. In passato, ha osservato, il limite dell’Italia era “quello di non fare sistema”, mentre oggi istituzioni, Camere di commercio, Sace e Simest operano in modo coordinato. “La politica non deve mettersi nelle questioni delle imprese ma garantire un percorso sereno e tranquillo”, ha aggiunto, evidenziando i buoni rapporti con il Parlamento azerbaigiano. Scurria ha definito l’Azerbaigian “un Paese straordinario” e ha ricordato che “non è solamente un rapporto tra le forniture di gas”, ma una cooperazione più ampia che si inserisce in un contesto di crescente centralità del Caucaso e di nuove direttrici strategiche tra India, Mediterraneo ed Europa.
Dal lato degli strumenti finanziari, Paola Valerio, capo delle relazioni istituzionali di Sace, ha evidenziato che “Sace ha un’esposizione di 100 milioni in Azerbaigian”, con attenzione ai settori “energia, agribusiness, macchinari”, ma con opportunità anche “nelle rinnovabili, chimico e petrolchimico”. “Abbiamo sviluppato partnership strategiche con l’Azerbaigian, che “svolge da hub per tutti i Paesi dell’Asia centrale”, ha spiegato.
Infine, Francesca Alicata, direttore relazioni esterne di Simest, ha chiarito che “l’unico strumento” che “richiede necessariamente un export diretto è quello legato alla transizione ecologica e digitale”, mentre “gli altri strumenti – fiere ed eventi, consulenze, certificazioni, studi di fattibilità, apertura di strutture commerciali – non richiedono che l’azienda abbia un export diretto”. Alicata ha ricordato che “stiamo anche affiancando in Azerbaigian società di consulenza per spiegare meglio il funzionamento dei finanziamenti e delle misure disponibili”.
Dall’evento è emersa dunque una visione condivisa: il rapporto tra Italia e Azerbaigian si consolida come partenariato strategico multidimensionale, inserito in un quadro geopolitico in evoluzione, con il Caucaso sempre più snodo cruciale tra Europa, Asia centrale e Mediterraneo.