2019-08-01
Pubblichiamo la nostra replica inviata in data 9 luglio al Corriere della Sera in relazione all’articolo: “Tregua (precaria) nell’Eden”, del 6 luglio

Spett.le Direttore Luciano Fontana

Egregio Direttore,

Scrivo in merito all’articolo del 6 luglio 2019 “Tregua (precaria) nell’Eden” a firma di Antonia Arslan e chiedo la pubblicazione di tale replica.

Da oltre 25 anni l'esercito dell’Armenia occupa circa il 20% del territorio dell’Azerbaigian, inclusa la regione del Nagorno Karabakh, territorio storico dell'Azerbaigian, di cui parla l’articolo purtroppo non in maniera veritiera, falsificando dati storici, distorcendo l'essenza della questione ed ingannando i lettori. Questo conflitto nasce dalle rivendicazioni territoriali contro l'Azerbaigian da parte dell'Armenia, che ha occupato non solo il Nagorno Karabakh, ma anche sette distretti adiacenti, e ha causato la distruzione di tutto il patrimonio storico-culturale azerbaigiano in quei territori, compresa la città di Shusha, a cui l’articolo accenna senza specificare che è la culla della cultura azerbaigiana. L'Armenia ha realizzato una pulizia etnica contro più di 1 milione di azerbaigiani, divenuti profughi nelle proprie terre natali e ha commesso gravi crimini di guerra contro i civili azerbaigiani, incluso il genocidio di Khojaly, dati su cui l’articolo tace. Come tace sul fatto che tutta la documentazione internazionale, incluse 4 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, riconoscano l’appartenenza del Nagorno Karabakh all’Azerbaigian ed impongano il ritiro immediato e incondizionato dell'esercito dell’Armenia dai territori azerbaigiani occupati. L'obiettivo del giornalismo professionale è di aiutare a scoprire la verità, indipendentemente dai sentimenti e dalla vicinanza che si nutra verso una o l'altra parte di un conflitto. Ma non è il caso dell'autore, il cui atteggiamento non ci sorprende. Anche non sembra casuale la tempistica della pubblicazione dell'articolo, che avviene nei giorni della visita di importanti delegazioni italiane in Azerbaigian, quando Italia e Azerbaigian festeggiano l'inserimento delle Colline del Prosecco d'Italia e del centro storico di Sheki dell'Azerbaigian nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità, durante la sessione dell'Unesco, a Baku, e si svolgono incontri bilaterali di altissimo livello tra Azerbaigain e Italia, che daranno un contributo ulteriore al nostro partenariato strategico. Evidentemente qualcuno non è felice ed è preoccupato da tutto ciò.

Ambasciatore 

Mammad Ahmadzada