2018-07-02
Ministero degli Esteri dell'Azerbaigian: l’Armenia concepisce una dottrina militare aggressiva e continua a perseguire una politica militarista.
L'Armenia concepisce una dottrina militare aggressiva e continua a perseguire una politica militarista. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri dell'Azerbaigian, Hikmat Hajiyev, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa azerbaigiana “Trend”, in riferimento alle dichiarazioni rilasciate questa settimana dal ministro degli Esteri armeno nel corso della conferenza sulla sicurezza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), che si è tenuta a Vienna dal 26 al 28 giugno. “Il popolo azerbaigiano e l'Azerbaigian non accetteranno mai di rimanere sotto l’occupazione dei propri territori”, ha detto Hajiyev, secondo il quale “la presenza illegale delle forze armate dell’Armenia nei territori occupati dell'Azerbaigian e la continua aggressione armena con l'uso della forza rimangono la principale minaccia alla pace e alla sicurezza nella regione. Secondo l'indice di militarizzazione globale del Centro internazionale di conversione di Bonn, l'Armenia è al primo posto in Europa e al terzo nel mondo in termini di militarizzazione", ha aggiunto il ministro, ricordando che le spese militari dell'Armenia costituiscono il 4,1 per cento del reddito pro capite del paese.  In Azerbaigian questo indice e' 3,6 per cento. Secondo Hajiyev, “i fondi che l'Armenia spende per la militarizzazione e la corsa agli armamenti potrebbero essere spesi per risolvere gli importanti problemi sociali ed economici del paese. Se il ministro degli Esteri armeno e il suo vice vogliono la pace attraverso i fatti, piuttosto che a parole, allora le truppe armene devono essere ritirate dai territori occupati dell'Azerbaigian. Quanto prima questo avverrà, tanto più velocemente potrà essere assicurata la pace nella regione. L'Azerbaigian aumenta e aumenterà le sue capacità di difesa per proteggere i suoi territori e garantire la sicurezza dei suoi cittadini”, ha aggiunto il portavoce del Ministero degli Esteri azerbaigiano.