2018-03-02
Italia-Azerbaigian: presentato al Senato il volume "Il dolore", un docu-romanzo sui tragici fatti di Khojaly
Roma, 01 mar 15:02 - (Agenzia Nova) - Un romanzo-documentario per raccontare una storia tragica come il massacro di Khojaly, ma anche per mettere in mostra il multiculturalismo di un paese come l’Azerbaigian. Con questo intento è stato presentato oggi presso la Biblioteca Giovanni Spadolini del Senato il volume “Il dolore”, scritto da da Amir e Arye Gut. All’evento, organizzato su iniziativa dell’Associazione interparlamentare di amicizia Italia-Azerbaigian, hanno partecipato il senatore Sergio Divina, l’ambasciatore azero Mammad Ahmadzada, il capo del dipartimento per la cultura della presidenza azera dell’Azerbaigian Etibar Najafov, l’autore Arye Gut e l’editore Sandro Teti. Il libro racconta una storia legati al massacro di Khojaly, avvenuto il 26 febbraio del 1992 durante la guerra del Nagorno-Karabakh (la regione contesa con l’Armenia), considerato dagli azeri il più grave evento nel conflitto. 
Nel suo intervento il senatore Divina, che presiede l’associazione di amicizia interparlamentare Italia-Azerbaigian, ha sottolineato che il volume è stato redatto con l’idea di “introdurre un’area come il Caucaso e un conflitto poco conosciuto come quello del Nagorno-Karabakh”. “Per fare le cose nel miglior modo possibile bisogna conoscere i fatti, anche se non sempre è facile”, afferma Divina, secondo cui purtroppo la situazione del conflitto resta immutata da 20 anni nonostante quattro risoluzioni dell’Onu a favore dell’integrità territoriale dell’Azerbaigian. Divina ha sottolineato l’aspetto della multiculturalità: “Nel libro si incontrano culture religiose importanti come ebraismo e Islam e il volume consente di vedere come un paese come l'Azerbaigian, che ha fatto del multiculturalismo una bandiera, abbia raggiunto un grande sviluppo. L’Islam laico consente all’Azerbaigian di dialogare con tutti i paesi del mondo” e “con questo multiculturalismo è possibile sconfiggere ogni forma di estremismo”.
L’ambasciatore Ahmadzada ha ricordato che l’incontro odierno è stato ricordato nel 26mo anniversario della tragedia di Khojaly. “Il popolo azero storicamente ha cercato la pace con i suoi vicini. L’Azerbaigian ha avuto ruolo nella civiltà mondiale con arte e cultura; si trova in una regione importante dove si incrociano corridoi strategici fra Europa e Asia; ed è un paese con grandi ricchezze economiche derivanti dalla presenza si materie prime”, afferma il rappresentante diplomatico, sottolineando che il paese “vuole avere suo ruolo nell'approvvigionamento energetico mondiale e nel garantire il multiculturalismo”. Tuttavia Ahmadzada non ha mancato di sottolineare come questi sforzi siano contrastati dalla mancanza di pressione della comunità internazionale nei confronti dell’Armenia, nonostante le tante risoluzioni. “Per andare oltre bisogna far capire, parlare e far conoscere i fatti”, ha aggiunto l’ambasciatore spiegando quindi l’importanza del volume presentato oggi.
L’inviato presidenziale Najafov, intervistato da “Agenzia Nova”, ha usato parole dure nel ricordare i fatti di Khodaly del 26 febbraio del 1992. “Si tratta di una tragedia compiuta dagli armeni contro la popolazione civile”, ha detto Najafov che ha sottolineato l’importanza del libro “Il dolore” per fare in modo che “la verità venga trasmessa anche ai lettori italiani”. Najafov ha ricordato l’epoca del massacro, appena successiva alla dissoluzione dell’Unione sovietica e parlando di “pulizia etnica” contro la popolazione azerbaigiana, i cui effetti tuttavia sono stati subiti anche dagli ebrei residenti nel territorio del paese caucasico. In questo senso, l’autore del libro Arye Gut ha raccontato la sua storia di ebreo-azero: “La volontà era scrivere un romanzo documentario per illustrare l’amicizia fra Azerbaigian e Israele attraverso la storia d’amore fra una ragazza azera – peraltro proprio di Khojaly – e un ragazzo israeliano che si trova a visitare il paese durante quel periodo”, spiega Gut. “La mia famiglia ha subito la tragedia dell’Olocausto per questo fatti di Khojaly sono anche un dolore personale”, ha aggiunto l’autore secondo cui l’Azerbaigian rappresenta un esempio di multiculturalismo. “Non esiste un altro paese dove il capo dello Stato costruisce una sinagoga per gli ebrei, neanche in Israele”, afferma Gut, ribadendo di ritenersi a pieno titolo cittadino dei due paesi. (Les) © Agenzia Nova - Riproduzione riservata
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