2017-01-21
Ricordato il 27° anniversario del Gennaio Nero all'Università Sapienza di Roma

Il 20 gennaio 2017 l'Azerbaigian ha ricordato a Roma uno degli episodi più significativi della sua storia, conosciuto come il Gennaio Nero, con un evento nella Sala Spinelli di Palazzo Baleani dell'Università Sapienza, in Corso Vittorio Emanuele II n. 244, alle ore 17,00.

Da 27 anni l’Azerbaigian il 20 gennaio ricorda i suoi martiri, che hanno contribuito, con eroismo e coraggio, a scrivere una nuova pagina nella storia della lotta nazionale per l’indipendenza, accelerando il crollo dell’URSS. Nella tarda notte del 19 Gennaio del 1990, senza dichiarare lo stato d’emergenza nella capitale dell’Azerbaigian, per ordine di Mikhail Gorbachev, allora presidente dell’Unione Sovietica, circa 30 mila soldati dell’esercito sovietico si avviarono verso Baku. 
Un’operazione militare di vasta scala, mirata a colpire gli abitanti disarmati, progettata dalle forze speciali del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Interno e del Comitato della Sicurezza Statale dell’Unione Sovietica. Scopo principale dell’ingresso delle truppe a Baku ed in altre città del paese, era di imporre alla popolazione il silenzio, per mezzo del soffocamento delle manifestazioni pacifiche iniziate come lotta per l’indipendenza e anche contro la politica unilaterale, parziale e prevenuta sul conflitto armato armeno-azerbaigiano del Nagorno Karabakh, condotta dal governo sovietico. Come risultato dell’operazione contro una popolazione disarmata e pacifica, morirono 146 persone, 774 furono ferite, 841 legalmente imprigionate e 5 disperse. Il destino di molti scomparsi rimane ancora ignoto.
A Baku il giorno dell'anniversario funzionari governativi, diplomatici stranieri e comuni cittadini visitano la Strada dei Martiri, dove sono sepolte le vittime della tragedia del 20 gennaio. Una serie di eventi - convegni, tavole rotonde, mostre fotografiche e proiezioni di documentari, si svolgono in tutto il mondo a ricordo di come la perdita di vite abbia rafforzato il desiderio dell’indipendenza dell’Azerbaigian.
A partecipare all'evento di Roma, l'Ambasciatore della Repubblica dell'Azerbaigian in Italia, S.E. Mammad Ahmadzada, il prof. Daniel Pommier, Ricercatore e docente, Università degli Studi di Roma La Sapienza, il Dr. Carlo Frappi, Ricercatore associato dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, Farid Abbasov, Presidente dell'Associazione Gioventù Italo-Azerbaigiana.
Gli interventi sono stati preceduti da un minuto di silenzio in ricordo delle vittime.
Nel suo intervento l'Ambasciatore Ahmadzada ha sottolineato l'importanza della data del 20 gennaio per la storia dell'Azerbaigian, ricordando in prima persona gli eventi dell'epoca. Ha anche evidenziato come i fatti del Gennaio Nero abbiano dato il coraggio al popolo dell'Azerbaigian per ripristinare l'indipendenza e crescere come paese. Non e' mancato un richiamo all'importante ruolo del leader nazionale Heydar Aliyev nella denuncia dei fatti del 20 gennaio. Oggi il Paese, ha evidenziato l'Ambasciatore, e' un importante punto di riferimento per l'economia internazionale con un fondamentale ruolo nella politica mondiale e nell'equilibrio energetico, cosi come è partner strategico dell'Italia.
Il Prof. Pommier ha aperto il suo intervento con un parallelismo tra il 25 aprile in Italia, il 14 luglio in Francia il 20 gennaio in Azerbaigian - momenti fondativi della storia delle rispettive nazioni e con il suo intervento ha contribuito ad inquadrare storicamente le vicende del 20 gennaio.
Il Dr. Carlo Frappi ha proseguito l'incontro sottolineando il punto di rottura rappresentato dalla data del Gennaio Nero, e gli spunti che tale tragedia da' per collocare oggi internazionalmente il Paese.
L'Azerbaigian, di cui e' importante ricordare il carattere laico e multiculturale, e' stato definito nell'intervento come l'unico paese dell'area - così detta post sovietica, che ha mantenuto una politica estera bilanciata e si è caraterizzato come un ponte reale tra l'Asia e l'Europa.
Farid Abbasov ha concluso l'evento riportando i fatti dal punto di vista di un giovane azerbaigiano, che proprio grazie all'eroismo di chi all'epoca ha perso la vita per l'indipendenza, oggi e' orgoglioso cittadino di un Paese ricco di prospettive e di possibilità, anche, e soprattutto, per le giovani generazioni.