2016-12-30
Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica dell’Azerbaigian

http://mfa.gov.az/en/news/909/4611

Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica dell’Azerbaigian esprime la sua profonda preoccupazione per la recente intensificazione delle provocazioni dell'Armenia, volte a compromettere i negoziati tenuti a Vienna e San Pietroburgo e gli sforzi mirati all'ottenimento della soluzione pacifica del conflitto del Nagorno Karabakh tra Armenia e Azerbaigian e ad ampliare la portata del conflitto e dichiara quanto segue.

 

Il 29 dicembre 2016 un gruppo di ricognizione-eversivo appartenente alle Forze Armate dell'Armenia, violando il confine tra l’Azerbaigian e l’Armenia, ha messo in atto una conseguente azione provocatoria. Tale azione provocatoria compiuta dalle Forze Armate dell'Armenia è stata impedita ed il gruppo di ricognizione-eversivo armeno è stato costretto a ritirare le truppe riportando perdite. Durante il blocco dell'attacco, il militare delle Forze Armate dell'Azerbaigian Gurbanov Chingiz è stato ucciso e il suo cadavere è stato spostato nel territorio dell’Armenia.

 

La parte armena, nonostante inizialmente avesse negato il fatto di essere in possesso del cadavere, successivamente, per nascondere le proprie responsabilità per l’incidente e con l'obiettivo di ingannare la comunità internazionale, ha tentato di presentare l'accaduto come violazione del confine di stato dell'Armenia ed ha fatto ricorso a propaganda scorretta e a disinformazione pubblicando immagini del cadavere sulle reti sociali infrangendo così le norme morali ed etiche e i valori umanitari.

 

Ricordiamo che anche durante gli scontri avvenuti nel mese di aprile, a seguito della provocazione e all'incitamento da parte dell'Armenia, sono stati registrati numerosi segni di tortura sui cadaveri dei militari azerbaigiani e le loro immagini fotografiche sono state pubblicate da parte dell'Armenia sui mezzi di comunicazione e sulle reti sociali. Qualche anno fa anche il corpo del militare delle Forze Armate dell'Azerbaigian Mubariz Ibrahimov è stato trattenuto dalla parte armena, sul suo corpo sono stati compiuti numerosi atti di vandalismo e solo dopo alcuni mesi, dopo le persistenti pressioni internazionali, è avvenuta la restituzione del cadavere.

 

La Repubblica dell'Armenia, ignorando il diritto internazionale, mette in atto una politica sistematica che consiste nell'attuare atti di vandalismo su cadaveri di persone uccise durante le operazioni militari e nel trasformare continuamente la loro restituzione in oggetto di speculazione politica. Auspichiamo sentitamente l'urgente e necessario intervento delle organizzazioni umanitarie internazionali, in particolar modo della Croce Rossa Internazionale basata sui principi di compassione e dell'umanità per assicurare la restituzione del corpo di Chingiz Gurbanov.

 

Il Segretario generale dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva Nikolay Borduja, abusando della sua autorità per quanto riguarda l’incidente di cui sopra, si è espresso distorcendo la sostanza dell'incidente e affermando che essa sia avvenuta nel territorio dell’Armenia. Inoltre ha cercato di mettere in dubbio l'integrità territoriale, la sovranità e l'inviolabilità dei confini internazionalmente riconosciuti dell'Azerbaigian riferendosi al regime illegale costruito nei territori occupati dell'Azerbaigian come  “repubblica del nagorno karabakh”. La dichiarazione irresponsabile pronunciata dal Segretario generale dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva non fa altro che minare i negoziati intesi a risolvere il conflitto del Nagorno Karabakh tra Armenia e Azerbaigian realizzati con la mediazione del Gruppo di Minsk dell’OSCE e ciò senz'altro va contrastando i principi alla base delle relazioni dell’Azerbaigian con gli altri paesi membri dell’organizzazione che sostengono la sovranità e l'integralità territoriale dell'Azerbaigian. Anche in precedenza N.Bordyuja aveva fatto altre dichiarazioni tendenziose sul conflitto.

 

I tentativi dell'Armenia di portare il conflitto armato direttamente al confine tra l'Armenia e l’Azerbaigian e di coinvolgere l'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva nel conflitto tramite un uso improprio di politici come N.Bordyuzha, che nutrono particolare attitudine e affetto verso l'Armenia, servono all'escalation della tensione politica nella regione e pongono minacce gravi per la stabilità e la sicurezza regionale.

 

Noi rifiutiamo questa dichiarazione irresponsabile di N.Bordyuzha e aspettiamo una valutazione appropriata da parte degli altri stati membri dell’organizzazione.

 

La Repubblica dell’Azerbaigian ha ripetutamente affermato che la continua aggressione da parte dell'Armenia contro l'Azerbaigian e la permanenza illegale delle forze armate dell’Armenia nei territori occupati dell'Azerbaigian è la principale causa della tensione e degli incidenti nella zona del conflitto e l'ostacolo principale alla risoluzione politica del conflitto.

 

La Repubblica dell'Azerbaigian invita la comunità internazionale a forzare l'Armenia alla pace e ad esigere da essa l’implementazione delle relative risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.