2016-04-18
Comunicato Stampa – Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian

 

L'Ambasciata della Repubblica dell'Azerbaigian in Italia ha constatato come negli ultimi giorni siano circolate sui mezzi di informazione italiani ed internazionali notizie false su una presunta presenza di infiltrazioni irregolari nell'esercito della Repubblica dell'Azerbaigian e sul fatto che il conflitto del Nagorno Karabakh abbia fondamento religioso, caratterizzandolo come guerra tra la cristiana Armenia e il musulmano Azerbaigian. Questa campagna di disinformazione, guidata personalmente dall'ambasciatore dell'Armenia in Italia Sargis Ghazaryan, purtroppo ha trovato anche il sostegno di alcuni esponenti di mezzi di comunicazione noti per la loro posizione filo armena. 

L'ambasciatore armeno non trova più argomenti per camuffare l'aggressione militare del suo paese contro l'Azerbaigian, ha perso il senso della serietà che dovrebbe confarsi alla sua carica e per coprire i crimini della dittatura militare dell’Armenia ricorre a ogni tipo di provocazione per screditare l'Azerbaigian. E’ chiaro che alla base delle dichiarazioni dell’ambasciatore armeno ci sia il fatto che egli rappresenta una dittatura militare, i cui leader hanno commesso crimini non solo contro i civili azerbaigiani ma anche contro gli stessi cittadini dell’Armenia. L’Armenia ha di fatto costretto alla fuga tutte le minoranze etnico-religiose presenti nel paese, e oggi è uno stato monoetnico.

Difficile confrontarsi con l’Azerbaigian, che invece ha fatto del suo multiculturalismo un modello per la comunità internazionale, dove è sufficiente passeggiare per le strade per osservare luoghi di culto dei più diversi credi, incluse chiese e sinagoghe. Ricordiamo in questo contesto che l’Azerbaigian ospiterà il Forum Globale dell’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite nei prossimi 25-27 aprile, un indicatore dell’apprezzamento della comunità internazionale del modello di multiculturalismo dell’Azerbaigian. Rammentiamo anche che papa Francesco è atteso in Azerbaigian in autunno, le numerose visite presso la Santa Sede del Presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e della First Lady Mehriban Aliyeva, oltre all’impegno della Fondazione Heydar Aliyev per il restauro di beni del patrimonio artistico cristiano. Probabilmente sono proprio questi successi dell’Azerbaigian ad irritare l’ambasciatore armeno e a costringerlo alla menzogna.  

Invece di inventare bugie sull’esercito dell’Azerbaigian, che ha sempre agito nel rispetto del diritto internazionale umanitario, l’ambasciatore armeno dovrebbe rendere conto della presenza provata del gruppo terroristico armeno ASALA nell’esercito dell’Armenia e di come questi territoristi armeni abbiano commesso atti terroristici in vari paesi ed anche abbiano ucciso con particolare brutalità e crudeltà dei civili azerbigiani compiendo contro di loro indescrivibili sevizie corporali durante l'aggressione militare.      

Ci appelliamo ai mezzi di informazione italiani perchè non diano spazio a tali provocazioni della parte armena e prima di diffondere notizie, le verifichino in modo professionale ed attento. 

Ricordiamo, che da oltre 20 anni l’Armenia ha occupato il Nagorno Karabakh, territorio azerbaigiano, così riconosciuto dalla comunità internazionale, insieme a 7 distretti adiacenti, e ha espuslo tutti gli azerbaigiani da questi territori, e che esistono 4 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, insieme ad altri numerosi documenti internazionali, che impongono all'Armenia il ritiro delle sue forze armate dai territori azerbaigiani sotto occupazione.