2016-03-14
Italia e Azerbaigian a 25 anni dall’indipendenza Convegno a Bergamo, 11 marzo 2016

Venerdì 11 marzo, nell’Aula 1, Sede di Sant’Agostino (Piazza Sant’Agostino 2), dell’Università degli Studi di Bergamo, si è tenuto il convegno di studi “Italia e Azerbaigian a 25 anni dall’indipendenza”, organizzato dal Centro Studi sull’Azerbaigian, in collaborazione con il Centro Studi sul Caspio e l’Università degli Studi di Bergamo.

 

I lavori sono stati aperti da Michele Brunelli, docente all’Università degli Studi di Bergamo e presidente del Centro Studio sul Caspio, che ha illustrato le finalità del convegno di studi.

Ha poi preso la parola Fernando Orlandi, presidente del Centro Studi sull’Azerbaigian, per ricordare Giovanni Bensi, scomparso il 6 marzo 2016. Grande esperto dell’Unione Sovitica e degli stati successori, Bensi è stato l’autore di molti fortunati libri, tra cui La Cecenia e la polveriera del Caucaso(Nicolodi, 2005) e Le religioni dell’Azerbaigian (Teti, 2012).

Ha portato il saluto dell’Ambasciata dell'Azerbaigian il consigliere Vuqar Haciyev, che ha presentato la politica estera dell'Azerbaigian.

 

Sono poi iniziati i lavori stessi del convegno, con la relazione di Carlo Frappi, vicepresidente del Centro Studi sull’Azerbaigian, dal titolo “Verso una partnership strategica: le relazioni tra Italia e Azerbaigian”. Frappi ha esaminato le questioni energetiche (TANAP e TAP) così come il ruolo centrale dell’interscambio commerciale tra i due paesi. In questo contesto ha esaminato la politica dell’Italia nei confronti dell’Azerbaigian, deludente agli occhi di Baku, per l’incoerenza nei confronti della questione del conflitto nel Nagorno Karabakh: alle risoluzioni delle Nazioni Unite e delle altre organizzazioni internazionali nulla segue. Dopo decenni di occupazione armena di circa il 20 per cento del territorio azero, ad oggi non state decise sanzioni.

 

Questi temi sono stati ripresi nella presentazione di Fernando Orlandi su “L’Azerbaigian e il corridoio meridionale del gas”. Orlandi ha contestualizzato la vicende del corridoio meridionale del gas sullo sfondo della politica estera di Baku, dell’Unione Europea e degli USA.

Dinanzi alla delusione esperita verso i paesi occidentali che non sono stati coerenti, la politica estera di Baku si è spostata da un unilateralismo filo-occidentale a una dimensione multivettoriale, con la ripresa di rapporti diplomatici con i paesi vicini e più in generale con i paesi del cosiddetto “Terzo mondo”.

Questa intelligente scelta di politica estera ha portato a uno straordinario successo: per due anni l’Azerbaigian ha occupato un seggio al Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Orlandi ha poi esaminato le questioni legate al corridoio meridionale del gas, con i vari progetti nel tempo abortiti (Nabucco, South Stream e Turkish Stream) e come la strategia energetica di Baku (TANAP e TAP) non risponda ai desiderata di Bruxelles.

Orlandi ha poi concluso prendendo in esame i conflitti nelle zone circostanti l’Azerbaigian e la problematica situazione di mantenere un positivo rapporto dialettico tra tutti gli attori senza “scontentarne” nessuno.

 

Davide Zaffi (“Con lo sguardo a Ovest: Azerbaigian e Consiglio d’Europa”) ha poi preso in esame il problematico rapporto di Baku con il Consiglio d’Europa, mentre Massimo Libardi ha tratteggiato un affascinante quadro del “Caucaso nella letteratura”, soffermandosi su Ali e Nino di Khurban Said.