2016-02-12
Comunicato Stampa – Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian

In relazione ad alcune notizie circolanti sui media nell’ultimo periodo, che distorcono l'essenza della politica del governo dell'Azerbaigian, verso coloro che violano le sue frontiere internazionalmente riconosciute, l'Ambasciata della Repubblica dell'Azerbaigian in Italia vorrebbe rammentare quanto segue:

La regione del Nagorno-Karabakh è riconosciuta come territorio integrante della Repubblica dell'Azerbaigian da parte della comunità internazionale. Da oltre 20 anni, questa regione e i sette distretti adiacenti, che costituiscono insieme il 20% del territorio dell'Azerbaigian, sono tenuti sotto occupazione militare dall'Armenia, situazione riflessa nelle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che richiedono anche il ritiro delle truppe armate dell’Armenia dai territorio occupati dell’Azerbaigian e il ritorno dei rifugiati e profughi azerbaigiani alle loro terre natali. L’Armenia ha creato illegalmente un regime fantoccio nei territori occupati, al fine di camuffare la sua aggressione militare contro l’Azerbaigian.

Viaggiare attraverso questi territori senza una precedente autorizzazione del governo dell'Azerbaigian rappresenta un atto illegale e costituisce una grave violazione sia della legislazione nazionale che di norme e principi del diritto internazionale. I cittadini stranieri che entrino in questi territori sono dichiarati personae non gratae ed inclusi in una speciale lista del Ministero degli affari Esteri dell'Azerbaigian, al fine di impedire che si verifichino nuovamente tali visite illegali.

Il governo dell'Azerbaigian è pronto a considerare richieste di rimozione dalla lista, avanzate da parte di quei viaggiatori che riconoscano l'illegalità dell'azione ed esprimano il loro rispetto per la sovranità, l'integrità territoriale e i confini internazionalmente riconosciuti della Repubblica dell'Azerbaigian.

L'essere dichiarati personae non gratae è conseguenza dell'ingresso illegale nel territorio dell'Azerbaigian e ha nulla a che fare con l'attività professionale degli individui. Dovrebbe essere vista come un esempio l'esperienza di molti giornalisti, inclusi alcuni del "New York Times" e di altri media occidentali e rappresentanti di ONG, che, al fine di non essere coinvolti in un'azione illegale, hanno richiesto al governo dell'Azerbaigian un'autorizzazione prima di viaggiare nei territori occupati, con relativo accredito media. Interpretare tale richiesta legale della Repubblica dell'Azerbaigian come un "attacco alla libertà di espressione" semplicemente non allontana le critiche. Tutti sono uguali di fronte alla legge, in caso contrario la libertà non sarebbe al sicuro.

Nell’organizzare viaggi illegali di cittadini esteri nei territori occupati dell'Azerbaigian, lo scopo principale dell'Armenia è di incitare deliberatamente queste persone alla violazione del  diritto internazionale, e coinvolgerle in un'azione illegale nei confronti dell’Azerbaigian. Distorcere l'essenza della politica del governo dell'Azerbaigian, verso coloro che violano le sue frontiere internazionalmente riconosciute, è parte dell’intenzione dell’Armenia di distogliere l'attenzione dalla sua aggressione contro Azerbaigian, camuffare il fatto dell’occupazzione militare dei territori azerbaigiani e promuovere il regime fantoccio creato illegalmente nei territori occupati.

L’Armenia ha realizzato una politica di polizia etnica contro gli azerbaigiani che vivevano nei territori occupati e li ha espulsi completamente da questi territori. Le visite illegali in questi territori offendono la sensibilita’ dei profughi interni dell’Azerbaigian che sono stati privati dall’Armenia della possibilita’ non solo di visitare le loro terre natali, ma anche le tombe dei propri familiari.

L'Ambasciata della Repubblica dell'Azerbaigian invita dunque i mezzi di comunicazione a presentare in termini veritieri la politica dell’Azerbaigian verso coloro che violano i suoi confini e ad informare i cittadini italiani relativamente a dette provocazioni dell’Armenia e sui rischi conseguenti ad un ingresso illegale nei territori occupati dell'Azerbaigian, resi noti anche dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana

(http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/azerbaijan.html?no_cache=1).