- la Regione di Guba - Khachmaz

Khizi, Siyazan, Shabran, Khachmaz, Guba, Gusar

La regione di Guba-Khachmaz è situata nella parte nord orientale dell’Azerbaigian, a nord di Baku. Si tratta della regione montuosa più vicina alla capitale: 2 ore di strada percorrendo una moderna autostrada. Fanno parte di questa regione i distretti di Khizi, Siyazan, Shabran , Guba, Gusar, Khachmaz. E’ una delle regioni più pittoresche dell’Azerbaigian. Le belle località montane, la sorprendentevicinanza dei boschi al mare, la natura lussureggiante e, cosa non meno importante, la vicinanza a Baku, attirano un numero sempre crescente di turisti. Questo ha generato un vero boom dell’edilizia che ha portato alla costruzione di modernissimi centri di villeggiatura e divertimento. La visita di questa regione vi permetterà di soggiornare in località pittoresche dell’Azerbaigian, visitando la fortezza Chirag-gala, il villaggio in alta montagna di Khinalig, i cui abitanti costituiscono un gruppo etnico a se stante. Nel bosco di Tengealti, sul fiume Gudialchay, le cascate, le cui acque da un’altezza di molti metri brillano al sole, lasciano un ricordo indimenticabile. La zona turistica di Nabran offre una vacanza tradizionale: spiagge interminabili, boschi ombrosi, accoglienti calette, vita notturna ricca e varia “dopo la spiaggia”. La grande popolarità di questa regione si spiegaanche col fatto che per tutta l’estate e all’inizio dell’autunno si trovano in abbondanza frutta e verdura di vario tipo, pesce fresco, ecc. Ancora una peculiarità della regione: qui crescono piante medicinali d’ogni tipo in gran quantità. Nei boschi di montagna e nei prati si trovano valeriana, efedra, laser, tamaro, biancospino, sigillo di Salomone, ginepro, balsamina, belladonna, epilobio, geum, vitalba,piantaggine, altea, betonica, primula, sambuco, mentuccia e molte altre piante pregiate.


Khizi

Tra tutti i distretti montani dell’Azerbaigian, quello di Khizi è il più vicino a Baku. Il territorio è prevalentemente ricoperto di boschi. A est il distretto è bagnato dal Mar Caspio. Vi sono molti angoli naturali pittoreschi: Dizavar, Yarimja, Dostlug-bulagi e anche uno dei luoghi più belli dell’Azerbaigian, Altyaghach, con il relativo parco nazionale di Altyaghach. D’inverno la temperatura oscilla tra -10°C e -15°C, d’estate tra +30°C e +35°C. In questo distretto troviamo uno dei monumenti più significativi, opera della natura: il monte Beshbarmag (le cinque dita), dalla forma bizzarra. Da lontano il viaggiatore rimane stupito dalle linee particolari del monte, che ricordano il palmo della mano, minacciosamente alzato sull’antica carovaniera. Sulla sommità, tra i denti delle rocce, troviamo i resti del santuario Khizirzinde (Khizi eterna). Ci sono molte leggende riguardanti il monte Beshbarmag. Durante la dinastia degli Shirvanshah in quest’area venne costruita una strada per le carovane di cammelli che da Shamakhi, attraversando l’Altyaghach, si recavano nella prosperosa Guba. L’Altyaghach fungeva da luogo di sosta e riposo per viaggiatori e cammellieri. In passato la parola aghach veniva utilizzata come unità di misura per la distanza. Un aghach equivaleva a 7 kilometri, mentre la parola alty significava sei. Ci sono 42 km di distanza tra Shamakhi e Altyaghach. Il celebre scrittore e drammaturgo azerbaigiano Jafar Jabbarly è nato e vissuto nella città di Khizi. Nel distretto, il settore primario è particolarmente sviluppato con la coltivazione delle piante e l’allevamento di bestiame. Tra gli antichi mestieri nazionali sono particolarmente diffuse tessitura di tappeti e incisione del legno.

Siyazan

Il distretto di Siyazan è situato nella parte settentrionale dell’Azerbaigian, nella bassa pianura Samur-Shabran , tra i monti del Gran Caucaso e la costa del Mar Caspio. La zona sud-orientale della bassa pianura è caratterizzata da un paesaggio semidesertico, mentre le aree pedemontane sono contraddistinte da prati dalle diverse colorazioni: grigio, marrone, nero a tratti. Il territorio è fondamentalmente ricco di petrolio e gas naturale, pietra calcarea, pietrisco e argilla. Il distretto è percorso dalla linea ferroviaria Baku-Mahachkala (47 km) e dall’arteria stradale Baku-Guba (40 km). Sono in funzione 4 stazioni ferroviarie: Gizil-Burun, Zarat, Siyazan, Gilgilchay. Il distretto è situato a nord di Baku e si estende per 40 km lungo la costa del Mar Caspio. E’ attraversato dai fiumi Gilgilchay e Atachay. Le estati sono calde e secche. In luglio la temperatura media è di 25°C. Gli inverni sono miti. In gennaio la temperatura media è +4°C. Le precipitazioni annue raggiungono i 340-520 mm. Ci sono sorgenti di acque solforose vicino al villaggio di Boyuk Hamya, undici sorgenti “Sharaki” presso il villaggio di Beshdam. Zone boschive caratterizzano le località di Sadan, Gala alti, Zarat, Balaja, Hamya, Boyuk Hamya e Tugai. Tra il III e il V secolo, nel territorio dell’attuale distretto di Siyazan furono costruite delle possenti mura (la fortezza di Gilgilchay) per garantire la difesa in caso di invasioni e attacchi da parte delle tribù nomadi sulla rotta della Via della Seta. Per la prima volta l’esistenza di questa fortezza viene ricordata nei manoscritti dello storico arabo Al Balazuri (X sec.). Lo storico e filosofo Abbasgulu Bakikhanov, nel libro “Gulustan-Irem”, sottolinea che le cinta murarie di Gilgilchay iniziavano in mare, poi attraversavano la parte superiore del villaggio di Alikhanli e si univano alla fortezza di Chirag Gala; infine si estendevano sul monte Anta, dove si trovavano le rovine di una grande città sopra il villaggio di Gonagkyand, fino al monte Babadag. Oggi della struttura architettonica un tempo colossale sono rimasti solo singoli tratti di mura e i resti delle torri. Meglio di tutto si è conservata la torre di Chirag Gala, il principale caposaldo della fortezza di Gilgilchay. Secondo la leggenda c’è un’entrata sotterranea che conduce alla riva del Mar Caspio. A Zarat si sono conservate le rovine della fortezza di Beshbarmag, conosciuta come Khizirzinde-baba, al 90° km dell’autostrada Baku-Rostov. Secondo la testimonianza dello storico dell’Albania Caucasica Movses Kaghankatvatsi la fortezza di Beshbarmag fu eretta nel 438-457 dal re sasanide Ezdigerde. Oltre alla fortezza fu costruito anche il caravanserraglio. Economicamente il distretto di Siyazan si basa sull’industria petrolifera e del gas. In agricoltura un posto importante è occupato da granicoltura, allevamento del bestiame e degli ovini. Negli ultimi anni, si è andata sempre più sviluppando l’avicoltura. Le arterie stradali e le linee ferroviarie, gli oleodotti, il gasdotto e l’acquedotto, nonché le linee di telecomunicazione, che attraversano il territorio svolgono un ruolo importante nello sviluppo dell’economia. Vengono portati avanti gli antichi mestieri nazionali quali la tessitura dei tappeti, l’intaglio del legno, l’intarsio, la fabbricazione di strumenti musicali e di manufatti in metallo.

Shabran

Shabran (Devechi), città dal nome arcaico che significa “cammello”, è immersa nel verde ai piedi di una collina senza nome. Nell’antichità i suoi abitanti allevavano e commerciavano cammelli. Shabran era famosa per le sue fiere, che attiravano gli abitanti di altre città e villaggi. Alle fiere compravano e vendevano bestiame, volatili, miele, burro, formaggi, tappeti, seta, lana, articoli di ferramenta, ecc. In quel periodo lontano le carovane potevano fare qui una breve sosta, vendere i cammelli indeboliti ed esausti, ingaggiare eventuali cammellieri, e poi riprendere il cammino. Oggi il distretto di Shabran è attraversato dalla strada statale Baku- Guba-Daghestan. La ferrovia svolge un ruolo importante. Sulla linea ferroviaria Baku-Mahachkala-Rostov, lunga 18 km, sono attive le stazioni di “Shabran ” e “Sarvan”. Il distretto è situato a nord di Baku. A est è bagnato dal Mar Caspio. Il territorio è molto vario. Al mare seguono pianure, colline, boschi, rupi e montagne. In gennaio la temperatura media oscilla tra -1,5°C e +4°C, a luglio tra +25°C e +28°C. Il clima è secco; le precipitazioni annuali si attestano su 300- 650 mm. I boschi occupano 27.641 ettari. In questo territorio vivono il lupo, l’orso, la volpe, lo sciacallo, il cinghiale, la gazzella gozzuta. Tra gli uccelli abbiamo il francolino, la coturnice (pernice). Non lontano da Nokhurlar ci sono sette bellissimi laghi montani. Tra i turisti è molto popolare il luogo soprannominato Kechi gaya. Il fiume scorre tra ripide rupi; ci sono delle sorgenti di acque solforose curative. A 12 km dalle rive del Mar Caspio c’è una riserva di caccia di 1.180 ettari, con tre laghi comunicanti tra di loro. Nei laghi vivono non solo vari pesci d’acqua dolce, ma anche pesci di mare, dato lo sbocco al mare. In autunno e in inverno, nei laghi arrivano gli uccelli: oche, cigni, anatre, cormorani, folaghe, ecc. Vicino ai laghi, a Garagashli, Sarvan e Goygol, ci sono capanni di caccia. I laghi sono molto belli, è possibile fare delle passeggiare in barca o pescare. La località termale Galaalti si trova ai piedi del Gran Caucaso. Le acque termali di questa località vengono utilizzate dal centro di cure urologiche Chirag-gala. Gli itinerari delle benefiche passeggiate conducono gli ospiti in vetta al monte, dove si trovano i resti dell’antica fortezza di Chirag-gala. Dalla sommità del monte si apre una vista stupenda ed emozionante sui boschi adiacenti e sulle vallate. La storia di questa terra è antichissima. Nel II secolo in questo territorio venne fondato il regno dei Maskedi con capitale a Chola. Sempre qui troviamo una delle città più antiche dell’Azerbaigian: Shabran, fondata nel 510 sulle rive del fiume omonimo. Le scoperte archeologiche e le fonti scritte dimostrano che durante il suo massimo splendore la città occupava un territorio di vaste proporzioni, che si estendeva fino alle coste del Mar Caspio, dove c’era un porto marittimo. La città venne fondata dalle tribù turche dei Suvari. Shabran si trova su uno degli itinerari della Via della Seta. Lo Shirvanshah Muhammed ibn Ahmed, negli anni ’70 e ’80 del X secolo, fece costruire delle fortezze intorno alla città. Scavi archeologici portarono alla luce otto torri delle cinta murarie. Le fortificazioni di Shabran furono realizzate secondo la scuola di architettura locale, che combinava la tecnica di posa di ciottoli di fiume con la tecnica di posa delle pietre sbozzate. Shabran era un centro amministrativo e politico, come testimoniato dalla tomba degli Shirvanshah, dalla zecca e dalle prigioni. Durante il califfato, Shabran fu una delle otto città del Caucaso meridionale dove venivano coniate le monete. Nel Medioevo gli abitanti di Shabran costruirono l’acquedotto. Secondo il geografo e viaggiatore turco del XVII secolo Evliya Celebi, in città si contavano 70 rioni e 70 moschee. Le moschee di Efsar, Tohmagkhan e Uzun Gasan affascinavano tutti i pellegrini. Economicamente il distretto si basa sull’agricoltura: granicoltura, viticoltura, orticoltura, frutticoltura, apicoltura e allevamento di bestiame. Nel distretto si trovano lo stabilimento per la lavorazione dei cereali e la fabbrica per la produzione di tappeti. Tra i mestieri tradizionali ancora oggi praticati ricordiamo la tessitura dei tappeti. I tappeti Pirabadil, Hollu chichi e Heyrati sono famosi in tutto il mondo. Altri mestieri tradizionali praticati sono la lavorazione del rame, la cesellatura, l’intaglio su legno e pietra, lo shebeke.

Khachmaz

Il distretto è situato nella parte nord-orientale dell’Azerbaigian e occupa gran parte della bassa pianura di Samur-Shabran. Il territorio è attraversato per 55 km da linee ferroviarie internazionali e da arterie stradali d’importanza nazionale (114 km) e locale (403 km). I boschi occupano 20.800 ettari; ci sono sei fiumi e sorgenti di acqua potabile, acque minerali e termali. Il lago Gulalan si trova in questo distretto. Per quanto riguarda la flora ci sono moltissime piante medicinali, quali la rosa selvatica, il vilucchio, la ciciliana, l’epilobio, la melissa, ecc. Il clima è temperato. Ci sono buone opportunità di caccia e pesca. Si pensa che il nome di Khachmaz derivi da quello della tribù dei “Khachmataki”, che abitarono queste terre e che si unirono alle tribù bellicose degli Unni. In seguito il nome si trasformò, e a partire dal VII secolo nei documenti compare “Khachmaz”. E’ interessante notare che una parte della tribù dei “Khachmataki”, durante la seconda metà del VII secolo, migrò nell’attuale territorio di Oghuz, fondando il villaggio e la fortezza denominati Khachmaz. In passato queste terre erano attraversate da conquistatori, che compivano campagne militari e attacchi contro gli antichi stati esistenti in Azerbaigian. Il loro cammino era ostacolato dalle celebri fortezze di “Baba-al-Abvab” (“portale di ferro”, “portale di Derbent”), costruite tra l’VIII e il VI secolo a.C.. Nel V secolo, durante il regno del re sasanide Ezdigerde, furono costruite le possenti mura di pietra, che sbarrarono il passaggio dei conquistatori durante la campagna di Derbent. Coloro che riuscirono a superare questi sistemi difensivi si ritrovarono nella fertile terra azerbaigiana. Così giunsero qui gli Sciti, gli Alani, gli Hazara, i Satiri e altre tribù. Nel distretto di Khachmaz, durante gli scavi archeologici sono stati ritrovati sepolcri dell’età del bronzo, attrezzi da lavoro, da caccia e utensili di uso quotidiano. In questo territorio troviamo una delle più antiche città-fortezza, Khudat (dono divino). All’inizio del XVIII secolo, Khudat divenne la capitale del Khanato di Guba. Nel 1735 Fatali-khan trasferì la propria residenza da Khudat a Guba, e la città perse d’importanza. Il sottosuolo è ricco di riserve d’acqua potabile. Il bacino idrico di Shollar, entrato in funzione nel 1916 e ancora oggi in grado di garantire l’approvvigionamento di acqua potabile alla città di Baku, trae origine dal villaggio di Shollar. Economicamente il distretto si basa sull’agricoltura. A Khachmaz troviamo granicoltura, frutticoltura, orticoltura e produzione di patate. Svolgono un ruolo importante l’industria alimentare e l’industria leggera, che si basano sulla trasformazione dei prodotti agricoli. Tra i mestieri tradizionali occupa un posto importante la tessitura di tappeti. A Khachmaz c’è la facoltà di tappetologia. I turisti saranno interessati a vedere le abili lavoratrici che tessono tappeti di grandi e piccolissime dimensioni. Nel territorio del distretto di Khachmaz troviamo la più famosa località di vacanza: Nabran. In un luogo pittoresco sono state realizzate numerose stazioni turistiche, pensioni, case vacanza in grado di soddisfare le richieste degli ospiti più esigenti.

Guba

Il distretto è situato nella parte settentrionale del Paese, sul versante nord orientali del monte Shahdag, le cui vette innevate danno origine a numerosi fiumi. Nel territorio ci sono molti angoli pittoreschi: Balbulag, Gizbanovsha, Gachresh, la gola di Tangalti profonda 400-600 m, le cascate di Afurja alte 75-80 m. Qui troviamo la bellissima cascata Pirbanovsha, dove l’acqua ha creato splendide sculture naturali, e la grotta Pirbanovsha, considerata dagli abitanti locali un santuario. Vi sono due laghi artificiali. Essendo uno dei centri agricoli del paese, il distretto è famoso per le sue piantagioni di meli. In primavera con la fioritura dei meli, tutto il territorio è impregnato di aroma. Il distretto di Guba è turisticamente uno dei più popolari e la località di Afurja, con le sue celebri cascate, fin dall’antichità è stata scelta dagli abitanti di Baku come luogo di villeggiatura. I turisti si recano alla gola di Tangalti, poi attraverso il fiume Velvelichay, dalle torbide acque, giungono a Gonagkend, ex-capoluogo negli anni ’40 e ’50 del secolo scorso. Le località di Nogurduzu, Erfi, ecc. sono situate più in alto. Il paesaggio cambia continuamente. I boschetti diventano sempre meno frequenti e quando si cominciano a superare i mille metri di altitudine, gli alberi cedono il posto ai cespugli. Ancora più in alto, sul fiume Khashichay, troviamo sorgenti di acque solforose. Qui, attraverso una stretta gola, dalle rocce sgorgano acque calde con proprietà curative. Nessuno ricorda più l’origine di questo luogo termale naturale, caratterizzato da tre vasche scavate nella roccia. Ogni impianto, 2 x 3 m, è rivestito da una parete di pietra con una pensilina fatta di rami di alberi. Le vasche sono utilizzate con successo per le cure termali, e sono molto apprezzate anche dai turisti più esigenti. Nella penombra, l’acqua calda che zampilla dalle rocce è leggermente inebriante e cullante. Lungo il letto dei fiumi crescono in abbondanza arbusti spinosi di olivella, crespino e carex. Sempre qui troviamo gli avvoltoi dalla testa bianca, inseriti nella Lista Rossa dell’Azerbaigian. Più avanti c’è il paese di Utug, nelle cui vicinanze negli anni ’60 del XX secolo fu ritrovato un tesoro di monete risalente alla dinastia degli Shirvanshah (XII-XIII sec.). Uno dei posti più interessanti del pittoresco distretto di Guba è rappresentato dal villaggio Khinalit, situato in alta montagna. Il villaggio si trova a 65 km dal capoluogo, a un’altezza di 2500 metri s.l.m. Gli abitanti di questo villaggio formano un gruppo etnico a se stante e parlano una lingua propria, parlata da nessun altro. Oltre alla lingua hanno conservato le loro antiche tradizioni e usanze. Secondo gli storici, il villaggio di Khinalig è stato fondato prima di Cristo. Starbone e Plinio hanno lasciato delle testimonianze sugli antenati di questo villaggio. Da allora poco è cambiato nella vita di questa gente. Gli abitanti di Khinalig si considerano discendenti diretti del profeta Noè. Essi ritengono che durante il diluvio universale il villaggio di Ketsh si trovasse alle spalle dei monti. Quando ci fu il terremoto, nemmeno una casa di Ketsh rimase in piedi e tutto fu distrutto. Molti abitanti morirono. Chi rimase vivo, attraversò il fiume e salì in collina. Così nacque Khinalig. Dopo il Diluvio Universale, i figli di Noè Sem e Cam lasciarono il luogo; rimase solo il terzo figlio, Jafet, che diede origine al popolo caucasico. Infatti, intorno al villaggio ad un’altitudine di oltre 2000 m, è possibile trovare conchiglie e fossili di pesci, che testimoniano il Diluvio. Il capoluogo del distretto, Guba, è una piccola cittadina situata sul versante nord-orientale del monte Shahdag del Gran Caucaso, a 600 m s.l.m. A Guba c’è l’università e il centro di tessitura dei tappeti. La storia della città inizia dall’antica Gudial. Alla metà del XVIII secolo si formò il Khanato di Guba, il cui centro divenne Khudat. Un po’ più tardi, il khan di Guba Huseyn Ali trasferì la propria residenza a Guba e fece innalzare intorno alla città le mura difensive. La città divenne la capitale del Khanato. Guba è famosa per la frutticoltura. E’ anche sviluppata la coltivazione del grano e degli ortaggi. Sono altresì importanti l’industria conserviera di frutta e verdura, la produzione di mattoni, l’industria elettrotecnica e la lavorazione dei tappeti. Oltre al settore frutticolo, negli ultimi anni sono andati sviluppandosi coltivazione delle patate e allevamento del bestiame, tra cui quello di ovini.

Gusar

Il distretto di Gusar è situato nella parte nord-orientale dell’Azerbaigian e confina con il Dagestan. La parola Gusar deriva dal nome della tribù hisar. E’ una terra di monti e valli. Qui troviamo il monte più alto dell’Azerbaigian, il Bazardusu (4466 m). Le pianure sono ricche di sorgenti, ci sono fonti calde, le cui acque possiedono proprietà curative e la cui temperatura oscilla tra 45°C e 60°C. Il territorio è caratterizzato da una ricca flora. Il 20% è ricoperto di boschi. Prevalgono le latifoglie. Le essenze arboree di maggior pregio sono il carpine, la quercia, il faggio, ecc. Lungo i fiumi si estendono i boschi ripariali, dove crescono il sumac, il nespolo, il biancospino, il corniolo, la rosa selvatica, l’uva spina, la vite silvestre. Sono ampiamente diffuse le piante medicinali e i frutti selvatici. Nel territorio del distretto di Gusar troviamo la riserva nazionale di caccia e pesca (15 mila ettari), mentre a Urva c’è il bosco di faggi denominato Alistanbaba (7 ettari) messo sotto tutela speciale. In montagna, per incrementare il turismo alpino, è stata avviata la costruzione di un grosso impianto sul Caucaso. Il territorio del distretto offre buone opportunità per il turismo ecologico.

E’ possibile scegliere tre itinerari:

Gusar-Laza

I turisti che scelgono questo itinerario possono visitare i monumenti storici e i capolavori dell’arte popolare nel villaggio di Anig. Alla fine dell’itinerario, al centro vacanze Suvar, gli appassionati di alpinismo potranno scalare il monte Shahdag.

Gusar-Sudug

Qui troviamo un monumento particolarmente interessante per i turisti: il mausoleo dello sceicco Juneid nel villaggio di Khazra. Inoltre, i turisti lungo tutto l’itinerario avranno la possibilità di conoscere i manufatti dell’arte popolare, le tradizioni e le usanze locali nei diversi villaggi. L’itinerario termina con Sudug, a 75 km dal capoluogo del distretto, a 1800 metri s.l.m., sul versante del monte Shahdag. Qui la natura è bellissima e il panorama sui monti limitrofi lascia senza parole.

Gusar-Gazanbulag

Lungo questo itinerario troviamo il bosco di faggi protetto Alistan-baba. Tutti e tre i percorsi attraversano il territorio del parco nazionale di Shahdag. Il distretto è dedito all’agricoltura. Sono altresì sviluppati l’allevamento degli ovini, la coltivazione del grano, la frutticoltura e la coltivazione di cucurbitacee. Per quanto riguarda il settore industriale, ricordiamo l’industria alimentare e leggera che si basano sulla trasformazione dei prodotti agricoli. L’allevamento del bestiame è considerato il settore più promettente.