- la Regione di Nakhchivan

Nakhchivan, Babek, Julfa, Kengerli, Ordubad, Sadarak, Sharur, Shahbuz

Secondo una leggenda dei Sumeri, diffusa sin dall’antichità tra gli abitanti di Nakhchivan, dopo il Diluvio Universale, verificatosi circa 7500 anni fa, l’Arca di Noè trova rifugio a Nakhchivan, e il profeta con i suoi compagni di viaggio s’insedia proprio su queste terre, dando inizio ad una nuova generazione di persone. Lo scienziato greco Claudio Tolomeo definisce Nakhchivan (Nuksan) terra di Noè, o di Nuh (come solitamente viene pronunciato in Oriente il nome del profeta). Come vuole la leggenda Noè rimane a vivere qui, realizza delle saline che ancor oggi sono il vanto della città. Anche i nomi nei dintorni della città recano il nome del Profeta: il monte Noè e il villaggio Noè, sulle cui colline sono sepolti i suoi discendenti. C’è anche il monte Gemiqaya, l’approdo dell’Arca di Noè… Non esistono altri territori come Nakhchivan con così tanti toponimi legati a Noè. L’illuminista russo K. A. Nikitin, che durante gli anni ’80 del XIX secolo insegnava nelle scuole di Nakhchivan, e il ricercatore V. M. Sysoev hanno lasciato documenti dettagliati che collegano Noè a Nakhchivan, e descrizioni particolareggiate del suo sepolcro che si trova in questa città. Ci sono testimonianze che collegano Noè a Nakhchivan anche nelle ricerche di studiosi del passato. Il profeta Noè visse e fu sepolto a Nakhchivan, mentre la tomba e il mausoleo di Noè, prima dell’instaurazione del regime sovietico, costituivano un vero e proprio panteon,luogo di venerazione per migliaia di persone. Durante il regime sovietico, i resti del mausoleo sulla tomba del Profeta furono distrutti, così come centinaia di altri monumenti storici che testimoniavano l’appartenenza di Nakhchivan, fin dall’antichità, ai turchi azerbaigiani.


NAKHCHIVAN

La Repubblica Autonoma di Nakhchivan è situata nella parte sud-occidentale dell’Azerbaigian ed è separata dal resto del Paese da una striscia sottile. A sud, il fiume Araz segna il confine dell’Azerbaigian con la Turchia e l’Iran. In seguito al conflitto del Karabakh, i collegamenti ferroviari tra Nakhchivan e gran parte del territorio dell’Azerbaigian sono interrotti. Per recarsi qui in auto è necessario oltrepassare il confine azerbaigiano-iraniano nella città di Astara, raggiungendo poi la Repubblica di Nakhchivan attraverso l’Iran. La Repubblica di Nakhchivan è un territorio montuoso che occupa i versanti meridionali dei monti Zangezur, il sistema montuoso più alto del Caucaso Minore in territorio azerbaigiano. Il punto più basso è a 600 metri sopra il livello del mare. Più del 30% del territorio è compreso tra 600 e 1000 m, circa il 50% è collocato entro i 2000 m, e il rimanente 20% oltre tale altitudine. Le vette più alte sono: il monte Gapijik (3904 m) e il monte Ilandag (2415 m). I monti Alinjadag, Veridag e Daridag sono particolarmente interessanti per le loro forme bizzarre e la varietà dei colori. Il clima è decisamente continentale con sbalzi di temperatura da +43°C d’estate a -30°C d’inverno. L’umidità è molto bassa. Le precipitazioni sono molto rare (200-300 mm) nella pianura del fiume Araz. L’insufficiente umidità è percettibile anche in montagna. Il territorio è ricco di minerali: giacimenti di sale, marmo, calce, gesso. Ci sono anche molte sorgenti minerali a Badamli, Sirab, Vaikhir, Nagajir, Kiziljir. Oltre al fiume Araz, che scorre lungo il confine con l’Iran, vi sono circa 40 fiumiciattoli: Ordubadchay, Gilyanchay, Alinjachay, Nakhchivanchay, Arpachay, ecc. L’alternanza tra lunghi periodi di siccità e intense piogge torrenziali dà luogo a delle alluvioni. Accanto alle sorgenti minerali ci sono molti laghetti: il più famoso è il bellissimo lago Batabat, situato tra pittoreschi prati alpestri. Questo territorio è abbellito anche dal lago artificiale, costruito vicino alla località di Gazanchy a 1500 m. Le acque di questo lago irrigano 2 mila ettari nei distretti di Julfa e Babek. Per quanto riguarda la flora sono particolarmente diffusi il mandorlo, la quercia orientale, il faggio, il noce, il salice, l’acero, il pero selvatico e molte piante officinali. Nakhchivan è caratterizzata da una fauna sorprendente e singolare. Molte specie animali sono state inserite nella Lista Rossa. Nel territorio di Nakhchivan troviamo l’egagro, il montone orientale, l’orso, il cinghiale, la volpe, la lepre, la faina, l’istrice e la iena striata. Per quanto riguarda gli uccelli i più caratteristici sono il tetraogallo del Caspio, la prunella collaris, la rondine montana e la coturnice. Tra i rettili ricordiamo la vipera Rade e i colubridi. I resti delle antiche città, i mausolei giunti fino a noi, i caravanserragli, altri monumenti, le monete ritrovate in questi luoghi, testimoniano l’antica storia della regione. Le principali attività economiche sono l’agricoltura, l’industria estrattiva e alimentare. Circa il 70% del territorio è costituito da montagne e zone aride, di conseguenza la superficie di terre arabili è limitata. La viticoltura è una delle attività agricole tradizionali. Estati calde e lunghi autunni miti permettono di coltivare ottime varietà di viti (Bayan-Shiraz,Tabrizi, Shirazi). La frutticoltura è particolarmente sviluppata: si coltivano il melo cotogno, il pero, il pesco, l’albicocco, il mandorlo. Un altro settore tradizionale è rappresentato dall’allevamento degli ovini. I pascoli invernali si estendono sulla pianura bagnata dal fiume Araz, e ai piedi delle montagne fino a 1200 m; quelli estivi ai piedi delle montagne fino a 2300-3200 m. La specie più diffusa di ovini è il balbas. Queste pecore sono caratterizzate da un’elevata produttività e dal pelo bianco come la neve e morbido come la seta, ampiamente utilizzato per fare i tappeti. Tra i vari tipi di arte decorativa ricordiamo la tessitura della seta e dei tappeti, il ricamo con perle e perline, i lavori a maglia riccamente ornati, la lavorazione artistica dei metalli, le incisioni sul legno. Il territorio di Nakhchivan è ricco di monumenti architettonici. I ricercatori europei hanno visitato più volte Nakhchivan e sono rimasti meravigliati di fronte alle antiche testimonianze. Nel 1672 il viaggiatore francese Chardin, nel 1821 l’inglese Ker Porter, nel 1834 il francese Dubois de Monpere e altri, raccontano di aver visto una città antica e ricca con bellissimi e antichi monumenti architettonici. Fin dall’antichità Nakhchivan è stato uno dei principali centri culturali dell’Azerbaigian. Famosi studiosi e poeti quali Masud, Muhammed Nakhchivani, Ibrahim Ordubadi, Nejmeddin Ahmed hanno vissuto a Nakhchivan. Qui nacquero J. Mamedgulizade, celebre scrittore, redattore della popolare rivista satirica “Molla Nasreddin”, che veniva pubblicata a Baku prima della rivoluzione; lo scrittoreromanziere Mammad Said Ordubadi; il famoso chimico Y. Mamedaliev, ecc. Il processo di urbanizzazione nell’Azerbaigian settentrionale è testimoniato dai monumenti di Nakhchivan, tra i quali i più tipici sono: Kultepe, Shahtahti, Oglangala, Nakhajirkala, Gazanchigala, Sederekgala, ecc. Il monumento Kultepe-2, situato a 12 km a nord di Nakhchivan già all’alba dell’età media del bronzo (inizio del II millennio a.C.) presentava già tutte le caratteristiche della città: esemplare sistema di fortificazione, planimetria, sviluppo dell’architettura e dell’artigianato, ed elevati (per quell’epoca) standard dei manufatti. I reperti di Kultepe sono straordinariamente ricchi e vari. Sono stati infatti rinvenute ceramiche dipinte, manufatti in pietra, metallo e osso di vario uso. Per le fondazioni delle mura era stato impiegato pietrisco fluviale e le mura stesse, con bastioni quadrati e rettangolari, erano state costruite con grossi mattoni grezzi. Le strade della cittadina, larghe 3-3,5 m, erano lastricate con pietrisco fluviale. Il ruolo dell’agricoltura nell’economia delle prime città era particolarmente importante, come testimoniato dagli attrezzi per il lavoro agricolo, portati alla luce durante gli scavi archeologici. Le prime città sono state centri di produzione, dove fiorivano soprattutto la lavorazione della ceramica, la metallurgia e la lavorazione dei metalli. La grande officina di ceramica, scoperta a Kultepe-2 e risalente all’età media del bronzo, è di particolare interesse. La superficie totale della struttura supera i 120 m2. I reperti relativi alla lavorazione arcaica di metalli riguardano forme per le colate, scarti di fusione, ecc. Il bronzo veniva usato per fabbricare gli strumenti da lavoro, armi, vasellame di uso quotidiano, diverse decorazioni, ecc. Manufatti di bronzo, diversi per destinazione d’uso e forma, sono stati trovati sia fusi che fucinati, dimostrando così che gli antichi maestri conoscevano le principali tecniche di lavorazione dei metalli non ferrosi. A Kultepe-2 sono stati portati alla luce crogioli in argilla e cucchiai per le colate. I fonditori usavano tre metodi principali di fusione: in forme rigide di pietra, in forme plastiche d’argilla, e in forme di cera.

La Capitale Nakhchivan

La capitale della repubblica di Nakhchivan, la città di Nakhchivan, è situata sulla riva destra del fiume Nakhchivanchay, a 100 m sopra il livello del mare. E’ una delle città più antiche dell’Oriente. Durante i secoli la città fu distrutta più volte, ma ogni volta risorgeva. Nel febbraio del 1924 divenne la capitale della Repubblica Autonoma di Nakhchivan. Nel XII-XIII secolo, Nakhchivan diventa la capitale dello stato degli Ildegizidi. La pace e la tranquillità di questo stato attirarono a corte molti celebri

l’estudiosi, poeti, architetti, favorendo la creazione di opere maestose. Comincia così a svilupparsi una nuova corrente architettonica che in seguito i critici d’arte definiranno scuola architettonica di Nakhchivan, e che influenzerà lo sviluppo dell’architettura in tutto l’Azerbaigian. Uno dei più brillanti esponenti di questa scuola è il celebre architetto del Vicino Oriente Ajami ibn Abu Bekr Nakhchivani. Solo due dei suoi capolavori sono giunti fino a noi: il mausoleo di Yusuf Ibn Kuseir, eretto nel 1162, più conosciuto con il nome di Gunbez Atababa, e il mausoleo di Momine-khatun. La città di Nakhchivan è sede dell’Università di Nakhchivan, della succursale dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaigian. Il moderno Complesso olimpico sportivo è in grado di soddisfare tutte le esigenze. Nakhchivan è la patria del Leader Nazionale Heydar Aliyev. A 18 km, a nord-est dalla città di Nakhchivan, a 1100 m sopra il livello del mare, troviamo le sorgenti della famosa acqua minerale “Sirab” e la fabbrica per l’imbottigliamento dell’acqua. A 12 km dalla città, sul versante meridionale del monte Duzdag, abbiamo il giacimento di salgemma e l’originale ospedale fisioterapico ad esso connesso. Il metodo di cura è semplicissimo. I letti per i pazienti sono stati sistemati nelle vecchie cave ormai dismesse. Dopo aver trascorso una notte in una clinica del genere, i pazienti si sentono di gran lunga meglio. Il mausoleo Ibn Kuseira, conosciuto come Gunbez Atababa, è stato costruito nel 1162. La pianta del mausoleo è ottaedrica con copertura piramidale a tenda. Il mausoleo è decorato, sulla parte superiore vi è un fregio con un’iscrizione tratta dal Corano in caratteri cufici. Il nome dell’architetto è inciso sull’entrata del mausoleo. Il mausoleo Momine-khatun, costruito nel 1186, è più importante di quello precedente, sia per le decorazioni che per le dimensioni: è alto 25 metri. In pianta il mausoleo presenta 10 facciate. L’elegante decoro arabescato è caratterizzato da un’elevata precisione orafa. Le facciate sono decorate con iscrizioni in caratteri cufici, disegni geometrici e vegetali. L’iscrizione esprime la concezione artistica dell’architetto: “Noi ce ne andremo, il mondo rimarrà; noi moriremo, la memoria resterà”.

Babek

Il distretto di Babek si trova nella parte centrale della Repubblica autonoma di Nakhchivan. A nord confina con l’Armenia e a sud con l’Iran. A nord e sud-est del distretto troviamo i monti, a sud e sud-ovest la pianura. Le vette più alte sono il monte Garagush (2595 m) e il monte Buzgov (2470 m). Ci sono giacimenti di salgemma e materiali di costruzione, sorgenti d’acqua minerale quali Sirab, Vaikhir, Qahab, ecc. Le estati sono calde e gli inverni freddi. I fiumi principali sono: il fiume Nakhchivanchay, che divide il distretto in due, e il suo affluente Jahrichay. Le acque di questi due fiumi vengono utilizzate per irrigare i campi. Il fiume Araz scorre lungo il confine con l’Iran. Vi sono i seguenti bacini idrici: Araz, Uzunoba, Nehram, Sirab, ecc. Sul versante del monte Duzdag cresce una pianta straordinaria: la ferrola oviforme, che s’incontra unicamente qui. Tra gli animali ricordiamo il lupo, la volpe, il gerboa, il riccio, ecc. Documenti storici e ricerche archeologiche testimoniano l’esistenza, fin dall’antichità, di tribù dedite all’allevamento del bestiame e all’agricoltura. Non a caso monumenti celebri in tutto il mondo quali Kultepe-1 e Kultepe-2 si trovano qui. I primi scavi archeologici risalgono al 1870. Il vasellame dipinto ritrovato nel 1895, all’epoca destò enorme interesse per questo territorio e diede inizio alle spedizioni archeologiche nel distretto di Babek. Qui furono trovati e studiati reperti dell’eneolitico, dell’età del bronzo e del ferro, delle civiltà antiche, depositi di sale a Duzdag, e insediamenti risalenti al Medioevo, necropoli, manufatti di pregio, monumenti architettonici, le fortezze di Chalkhangala, Abasabad, Vaikhyr, Eznaburt. Il capoluogo del distretto è la città di Babek (denominata fino al 1978 Tazakend). Da un punto di vista economico, occupano un posto importante la viticultura, la granicoltura, la coltivazione di cucurbitacee, l’orticoltura, l’allevamento di bestiame. Inoltre, è sviluppata l’estrazione della pietra, la trasformazione dell’uva, la produzione di prodotti alimentari.

Julfa

Il distretto di Julfa si trova a est di Nakhchivan. Qui l’estate è calda e asciutta, l’inverno freddo. Il territorio è attraversato dai fiumi Alinjachay, Garadara e Araz (lungo il confine con l’Iran). Qui troviamo un’area boschiva protetta di 262 ettari situata tra le località Arafsa, Lakatag e Boyahmed. A nord-est di Julfa, sui versanti meridionali del Daridag, la sorgente minerale omonima fornisce giornalmente 4.507 m3 d’acqua ricca di sali minerali. Gli scavi archeologici hanno confermato in quest’area la presenza d’insediamenti preistorici (III millennio a.C.). Sono state ritrovate innumerevoli testimonianze che dimostrano che gli abitanti di Julfa, fin dall’antichità, sono dediti ad agricoltura, allevamento di bestiame e caccia. A Arafsha, Bananar e Goydarya sono stati ritrovati vasi dipinti risalenti al terzo e secondo millennio a.C.. A Beiahmed, Agsal, Lakatag e Nazardjir, alla fine del primo millennio, si diffuse la cultura dei Khojali-Gedebey. Le strutture difensive della torre Gazanchi Galasi, destinate a difendere il territorio dagli attacchi nemici, furono erette in luoghi di difficile accesso e sulle rocce a strapiombo tra il secondo e il terzo millennio a.C.. La città di Julfa, una delle più antiche della Repubblica autonoma di Nakhchivan, è situata lungo la riva del fiume Araz, al confine con l’Iran. Al di là del fiume si trova l’omonima città iraniana Julfa. Un tempo la città era situata sulle carovaniere che dall’Iran giungevano in Georgia, Shirvan e Dagestan, e aveva un importante peso economico e culturale. A partire dalla seconda metà dell’XI secolo, Julfa iniziò a svolgere un ruolo significativo nel commercio internazionale della seta. I mercanti di Julfa commerciavano con la Russia, i paesi orientali, Venezia, Marsiglia e altre città europee. Durante gli scavi archeologici compiuti in città furono ritrovati vasi in argilla monocolore e policromi, pugnali di bronzo, punte di frecce, braccialetti, catenine, ecc. La viticultura e l’allevamento del bestiame sono alla base dell’economia del distretto. La fortezza di Alinjagala (VI-VII sec.) è situata sulla sommità di un’erta montagna, vicino alla città di Julfa, sulla riva del fiume Alinjachay. All’epoca era una delle strutture difensive più possenti. Questa roccaforte (circa 1640 m sul livello del mare) si trovava in cima alla montagna ed era difesa da mura scalettate che seguivano il rilievo del terreno. Le numerose strutture difensive, opere idrauliche, case e palazzi di Alinjagala occupavano la sommità della montagna, dai versanti quasi a strapiombo. Le mura di pietra arrivavano fino ai piedi della montagna. I canali, scavati nella roccia e collegati tra di loro, raccoglievano la pioggia e la neve, alimentando le vasche cisterna riparate all’ombra. La fortezza risultava inaccessibile al nemico. Per 14 anni (1386-1401) l’esercito di Tamerlano cercò di conquistarla. Durante le prime campagne mongole l’ultimo governante della dinastia degli Ildegizidi si rifugiò qui, conservando la tesoreria dello Stato. La fortezza è anche conosciuta con il nome di Shahtahti, ovvero “trono dello zar”. Viene ricordata nei documenti scritti dell’epoca dei Sassanidi e nel poema epico “Il libro di Dede Gorgud”.

Kengerli

Il distretto montuoso di Kengerli è situato tra quelli di Sharur e Babek. A sud confina con l’Iran. La maggior parte del territorio è occupato dall’altipiano Daralayaz. Il clima è di tipo continentale, l’inverno è freddo, mentre l’estate è asciutta e calda.

Il territorio è attraversato soltanto dal fiume Araz, che segna il confine tra Azerbaigian e Iran. La flora è caratterizzata fondamentalmente da specie montane e semidesertiche. Per quanto concerne la fauna troviamo lo stambecco, il montone selvatico, il cinghiale, il lupo, la volpe, la lepre, ecc. Tra gli uccelli abbiamo il fagiano, la pernice, il tetraogallo, e altri ancora. Kengerli è una terra agricola: gli abitanti sono dediti a tabacchicoltura, viticoltura, allevamento del bestiame, granicoltura, orticoltura. Il capoluogo è Qivraq, situato lungo l’arteria stradale Nakhchivan-Sharur, a 30 km da Nakhchivan e a 60 km dalla riva del fiume Araz.

Ordubad

Situata nella parte orientale della Repubblica di Nakhchivan, il distretto di Ordubad è caratterizzato da una bellissima natura, ricca di flora e fauna. Qui troviamo il Parco Nazionale Hasan Aliyev (12.131 ettari), istituito nel 2003. L’aria fresca e pulita, le piante officinali rare e la frutta fragrante hanno reso famosa questa terra. Le albicocche di Ordubad, succose e dolci, sono molto ricercate, così come le pesche, le pere e l’uva. Ordubad è la città più antica della Repubblica di Nakhchivan, ricca di monumenti dall’età della pietra al medioevo, come testimoniato da monumenti culturali e storici originali, dalle raffigurazioni rupestri ai monumenti architettonici che ci permettono di seguire la storia, la cultura, le tradizioni, l’evoluzione ideologica ed estetica degli abitanti di queste terre. Nella valle del Gilanchay e sull’altipiano Garangush, necropoli e luoghi di culto testimoniano la presenza di antichi insediamenti. Le ricerche effettuate dimostrano che nel secondo millennio la più alta densità di popolazione si aveva nella pianura dell’Araz e nell’altipiano di Gilanchay. Ordubad è, per importanza, la seconda città della Repubblica di Nakhchivan. E’ una città di giardini, roseti e usignoli. E’ situata sulla rive del fiume Ordubadchay, a 850 m sul livello del mare. La città è famosa dal XII secolo. Considerati i numerosi monumenti storici, la città è stata dichiarata riserva nazionale storico-architettonica. Ordubad è il più antico centro di allevamento del baco da seta. All’inizio del XX secolo, alle fiere internazionali la seta di Ordubad conquistò 13 medaglie d’oro. La città è famosa per i suoi giardini e per i suoi platani longevi, il più grosso dei quali raggiunge i 18 metri di diametro.

Sadarak

Il distretto di Sadarak è situato all’estremo nordovest della Repubblica autonoma di Nakhchivan. Il territorio a nord e a est è montuoso, mentre lungo il fiume Araz è pianeggiante. Il clima è secco, di tipo continentale. Le estati sono calde, gli inverni rigidi. Il distretto è attraversato dai fiumi Garachay e Chapan e, lungo il confine con la Turchia, dal fiume Araz. A Sadarak, nel 1980 sono state inaugurate le sorgenti di acque minerali curative, simili per composizione alle acque di “Istisu” e “Zheleznovodsk”. I risultati degli scavi archeologici qui effettuati hanno confermato la presenza di antichi insediamenti risalenti al neolitico, all’età del bronzo e a civiltà antiche. A sud di Sadarak sono stati ritrovati insediamenti antichi risalenti al IV-III millennio a.C. Sono stati scoperti luoghi storici quali Ajakan, Dakhna, Girmazlar, Farhad, Arkhi, Kultepe, Agaoglan, Karvansara, Aladdin, Garaburun, ecc. Sulla riva sinistra del fiume Araz è stato ritrovato un antico insediamento; questo territorio è stato abitato fin dal IV millennio a.C. L’economia del distretto si basa su granicoltura, viticultura e vinificazione.

Sharur

Il distretto di Sharur è situato nella parte occidentale della Repubblica autonoma di Nakhchivan; a sud confina con l’Iran. Il territorio a nord e a est è montuoso (catena montuosa del Daralayaz). La vetta più alta è il monte Galingaya (2769 m). Il clima è semidesertico, le estati aride. I fiumi che attraversano il territorio (l’Arpachay e altri) sono affluenti del fiume Araz. Le loro acque vengono ampiamente utilizzate per irrigazione, e a questo scopo è stato costruito il bacino idrico di Arpachay. La flora è costituita principalmente da specie semidesertiche. La fauna è caratterizzata dalla presenza dello stambecco, montone, lupo, volpe, lepre, cinghiale, ecc. Tra gli uccelli ricordiamo ad esempio la pernice e il fagiano. Il capoluogo del distretto è Sharur, una città nuova, sorta in seguito alla costruzione della ferrovia. La storia di questo territorio affonda le sue radici nel lontano passato. Gli scavi archeologici testimoniano la presenza d’insediamenti umani risalenti all’età della pietra. I numerosi resti del periodo eneolitico e le vestigia della civiltà nella pianura del Kur-Araz, lo spessore degli strati archeologici, testimoniano che già nel IV-III millennio a.C. questo territorio era abitato da tribù dedite all’agricoltura. Tra i resti portati alla luce durante gli scavi, vi sono numerosi manufatti in ceramica, vasi dipinti, risalenti all’età del bronzo e all’inizio dell’età del ferro. Le antiche fortezze di Oglangala, Galajig, Govurgala, Garasu fungevano da strutture difensive in caso di attacchi nemici. A Sharur sono state ritrovate molte tombe ad anfora del I-II millennio a.C. Sono interessanti i tumuli a pozzo datati III-IV secolo d.C. I metodi e le forme di tumulazione testimoniano la forte presenza di tribù di lingua turca in questo territorio. Durante il Medioevo il numero d’insediamenti aumenta considerevolmente (Garabaglar, Qivraq, Danzik, Yaichy, Parchy, Saribulag, Tyanyanyam, Shahtahti, ecc.). La città dispone di un parco, uno stadio, una moschea, un cinematografo e due alberghi. Introno alla città si estendono ampie tenute agricole. L’economia si basa su granicoltura, tabacchicoltura, viticoltura, allevamento di ovini e altri animali. Nel settore industriale sono sviluppate industria manifatturiera e produzione di materiali edili.

Shahbuz

Il distretto di Shahbuz è situato nella parte settentrionale della Repubblica autonoma di Nakhchivan. Il territorio è montuoso. Le cime più alte sono: Salvarti (3160 m), Kechaldag (2740 m), Kukuldag (3120 m). Qui troviamo il valico di Bichanak e giacimenti di zolfo, torba, materiali edili. Il distretto di Shahbuz è ricco di sorgenti di acque minerali: Badamli, Bichanak, Batabat, Karvansara, ecc. Badamli, luogo di villeggiatura, è situato a 1400 metri d’altitudine, in un angolo pittoresco della natura. Qui troviamo lo stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua minerale di Badamli. Il territorio è attraversato dal fiume Nakhchivanchay e suoi affluenti: Salvarti, Kuku, Shahbuz, ecc. A 2424 metri s.l.m., tra i prati alpestri, si estende il bel lago Batabat, che occupa una superficie di 16 ettari. E’ uno degli angoli più pittoreschi nella Repubblica di Nakhchivan, un posto di villeggiatura rinomato. Nei boschi di montagna crescono alberi quali la quercia, il faggio, il carpine. La fauna è rappresentata da animali quali l’orso, lo stambecco, la lince, il cinghiale, il lupo, la volpe e altri. Nel 2003 è stata istituita la riserva di Shahbuz che si estende su 3139 ettari. Non lontano dalla città sono stati ritrovati insediamenti primitivi: una dimora insolita scavata nella roccia, formata da quattro stanze e una veranda, chiamata “Casa di Farhad”, in onore del celebre eroe del poema di Nizami che realizzò un canale attraverso i monti rocciosi per portare l’acqua alla sua amata Shirin. In un altro luogo gli archeologi hanno riportato alla luce i resti della possente fortezza di Shahpur, chiamata così in onore del governante. In seguito questo nome si trasformerà in Shahbuz.